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Casinò italiani: tagli sugli emolumenti dei croupier. Taormina, possibile riapertura della casa da gioco?

Tagli sugli emolumenti dei croupier

A causa della forte crisi di dimensioni globali, che ancora una volta attanaglia buona parte del gioco terrestre mondiale, le case da gioco terrestri italiane sono state ingenti. Per cercare di ridurre al massimo i costi di gestione, si è cercato di operare dei tagli che non hanno risparmiato nulla, neanche gli stipendi dei croupier che, al momento, in media, guadagnano intorno al € 75.000, dopo aver subito una riduzione di ben € 10.000 rispetto ad un quinquennio fa.

La riduzione delle giocate da parte degli appassionati, per effetto delle crisi economica, ha inciso in modo marcato sul ridimensionamento del trattamento economico retributivo che ogni casinò terrestre italiano riconosce ai propri dipendenti.

Oltre ad una quota fissa prevista dal contratto nazionale di categoria, il croupier percepisce anche una quota variabile rappresentata dai premi proporzionati al volume di incassi generati dalla casa da gioco di appartenenza. Di conseguenza, se si riduce il volume di affari del casinò, si riduce anche la quota variabile percepita dal croupier.

A Venezia, per necessità di cassa, sono state operati diversi tagli che hanno ridotto al massimo gli stipendi dei dipendenti comunali. Sappiamo che la casa da gioco della laguna è sotto la gestione del commissario prefettizio, che è stato posto al capo dell'amministrazione comunale, in attesa che vengano indette nuove elezioni. Molto probabilmente, applicando la legge Fornero, presto si potrebbe ricorrere al prepensionamento per ridurre ulteriormente il costo sul personale di altri 3 milioni di euro.

 

In quel di Campione d'Italia vi è la stessa esigenza delle altre case da gioco nostrane di ridurre i costi. Ma durante i mesi scorsi, si è dovuto fare i conti con le associazioni sindacali che ritengono troppo bassi gli stipendi dei croupier che, al momento, guadagnerebbero intorno agli € 85.000.

Per un semplice lavoratore si tratta di un compenso annuo lordo di tutto rispetto, ma a quanto pare non risulta sufficiente per chi ricopre un ruolo del genere. Nell'ottica di una gestione più oculata delle risorse a disposizione, l'amministrazione del Casinò di campione d'Italia ha operato dei tagli ed ha ricorso anch'esso allo strumento del prepensionamento, riducendo al massimo il numero di dipendenti presenti nel proprio organigramma societario.

Le ragioni che inducono il Casinò di Saint Vincent a ridurre lo stipendio dei propri croupier è di tutt'altra natura. Infatti, tale provvedimento viene dettato dall'esigenza di dare una copertura finanziaria adeguata ad una  grande uscita che la casa da gioco valdostana ha dovuto affrontare per via di una vincita pari a 1,4 milioni di euro alla Roulette Francese da parte di un fortunatissimo scommettitore.

Un impegno finanziario del genere, se si aggiunge a tutti i problemi di indebitamento che riguardano questo casinò, può davvero provocare un' ulteriore crisi dalla quale risulta molto difficile uscire. Le mance dei croupier sono proporzionate alle vincite conseguite da i clienti del casinò.

Si intende rivedere i limiti minimi e massimi di puntata, per cercare di gestire al meglio le uscite, ma  non sono poche le resistenze esercitate dagli stessi dei croupier che ovviamente vedrebbero ridimensionate le possibilità di incassare dei compensi extra proporzionati agli importi vinti dai giocatori. 

Taormina, possibile riapertura della casa da gioco?

Secondo le dichiarazione rilasciate ultimamente dal sottosegretario all'economia Beretta è possibile che presto possa essere riaperto il Casinò di Taormina per esercitare una concorrenza più agguerrita alle case da gioco presenti sull'isola di Malta.

Preso atto della crisi economica che ha travolto il settore del gioco terrestre italiano, oramai da anni al tracollo, il sottosegretario ritiene che sia fondamentale rilanciare questo importante ambito dell'economia italiana facendo in modo che i casinò italiani non rimangano da soli ma che possano beneficiare della collaborazione delle amministrazioni comunali locali del territorio in cui risiedono.

Se da un lato vi sono le esigenze di rilanciare dal punto di vista economico le case da gioco terrestri, dall'altro vi è anche il bisogno di creare le condizioni affinché le attività vengono svolte nel rispetto del principio di legalità. A ciò deve pensare il governo creando un sistema di norma che possa regolamentare al meglio questo settore.

Ultima modifica: Mercoledì, 22 Aprile 2015 17:56

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