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Gambling internazionale: Harvard, l' online non incrementa la ludopatia. In Messico una nuova Las Vegas?

Harvard, l'online non incrementa la ludopatia

Secondo quanto emerge dagli studi condotti di recente da parte di un gruppo di ricercatori dell'Università di Harvard, il gambling online non può essere considerato un fenomeno che incide sull'incremento del tasso di scommettitori patologici.

La ricerca è stata svolta in collaborazione con una società di gambling online, la quale ha messo a disposizione il proprio sito web e tutti i dati che riguardano le transazioni effettuate dagli utenti registrati, al fine di permettere ai ricercatori di monitorare, per un determinato lasso di tempo, ogni loro comportamento prima e durante il gioco.

Lo studio è stato portato avanti per diverse settimane e al suo termine non si è rilevato alcun nesso tra incremento del tasso di giocatori affetti da gioco compulsivo e scommesse online. Ciò si evince da una serie di comportamenti ripetuti nel tempo da un campione di utenti registrati in quella determinata piattaforma di gioco.

Come prima cosa, la stragrande maggioranza degli utenti ha effettuato in modo occasionale delle giocate con soldi veri. Molto spesso le cifre messe in gioco non sono elevatissime. Circa l'80% di loro, dopo circa 45-50 minuti di gioco, ha abbandonato il proprio account disconnettendosi.

 

Gli importi messi in gioco, per una buona parte dei giocatori monitorati,  non sono stati crescenti durante le partite o nel corso di una sessione di gioco. Ciò fa capire che lo spirito mosso da moltissimi utenti, che si sono avvicinati al gioco online, era quello del puro divertimento, senza eccessi o comportamenti che potessero far pensare alla presenza di un problema legato al gioco patologico.

Sono stati riscontrati anche dei casi, per fortuna in netta minoranza tra quelli monitorati, di utenti dall'evidente comportamento ansioso e tendente al gioco accanito e ossessivo. Secondo gli esperti che monitorano e studiano i disturbi comportamentali legati al gioco, buona parte degli scommettitori, che si avvicinano al mondo del gambling online, in realtà, è già affetta dal problema di dipendenza.  Questo fenomeno, quasi sempre, nasce e si sviluppa all'interno sale da gioco terrestri, in particolar modo casinò ed esercizi commerciali con macchinette elettroniche.

Alla luce di questo interessante studio, riteniamo che i dati forniti dall'università di Harvard diano una fotografia abbastanza reale di quello che è lo scenario odierno concernente il rapporto degli individui con il gioco.  Molte campagne pubblicitarie di gruppi di pressione e movimenti politici molto spesso si sono accaniti contro il mondo del gioco d'azzardo online, dipingendolo spesso come la principale causa del continuo dilagare della ludopatia. Ma in realtà non è così.

Le piattaforme di gioco legale italiane, in osservanza alle normative vigenti nell'ordinamento in materia di gioco a distanza, fanno uso di strumenti di autoesclusione dal gioco e di limitazioni (sia dei depositi che degli importi da  giocare) oltre che di un continuo monitoraggio di quel sparuto (per fortuna) segmento di clientela sensibile al problema del gioco patologico.

Il gioco, come il fumo, l'alcool e qualsiasi altro bene o servizio che, per dirla in termini spiccioli,  appartiene alla categoria dei "vizi" del comune cittadino e non è un qualcosa che va abolito, in quanto riteniamo che siano davvero lontani i tempi del proibizionismo che, comunque, non ha mai interessato la cultura di questo paese.

Semmai è un fenomeno che va regolamentato (e l'Italia l'ha fatto e anche bene), controllato dalle autorità competente per evitare abusi (l'Aams controlla tutti i casinò online anche dopo il rilascio della concessione) e salvaguardato. Sì, va salvaguardato perché contribuisce per il 4% al PIL nazionale, grazie ad un comparto che offre migliaia di sbocchi occupazionali, a dispetto dell'oltre 50% di disoccupazione giovanile. Scusate se è poco.

 

 

In Messico una nuova Las Vegas?


In Messico, molto presto, potrebbe nascere un'area adibita al gioco d'azzardo seguendo la falsa riga della Sin City, Las Vegas. Il numero di case da gioco da collocare è enorme: ben 750.

Al momento la Commissione per il turismo del parlamento messicano si sta occupando di analizzare i costi e i benefici di tale progetto che dovrebbe prendere corpo nel territorio dello stato di Quintana Roo e delle città punto di riferimento per l'economia interna e per i visitatori di tutto il mondo, come Acapulco, Riviera Maya, Los Cabos. 

Ultima modifica: Venerdì, 27 Febbraio 2015 13:58

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