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David Sklansky - Libri, Tabella e la Teoria del Poker

INDICE:

1) Il mito di David Sklansky

2) La storia del suo metodo

3) I libri di David Sklansky

4) Il Teorema del Poker

5) La tabella Sklansky

6) Come funziona la tabella

7) David Sklansky, non solo gioco

David Sklansky, conosciuto anche con il soprannome di "Il Matematico" è un giocatore professionista di poker, nonché uno dei teorici di poker più conosciuti in tutto il mondo.

Nato nel 1947 nel New Jersey, deve forse la sua bravura nel campo matematico al padre, professore di matematica alla Columba University.

Con un diploma in tasca conseguito nel 1966, David si iscrive all’Università della Pennsylvania ad una facoltà di indirizzo statistico-finanziario, ma quello a cui aspirava per il suo futuro era ben altro che un lavoro da impiegato in un’azienda qualunque, Sklansky aveva delle aspirazioni ben diverse, che con il tempo divennero sempre più chiare.

Come la maggior parte dei giocatori professionisti incomincia ad interessarsi al poker proprio durante le partite con gli amici dell'Università, ma il suo non è un approccio istintivo, bensì matematico, teso ad analizzare il gioco e a sviluppare nuove teorie.

Dopo aver interrotto gli studi un anno prima della laurea, tornò a casa e trovò presto impiego in una società come esperto nella tecnica del calcolo delle assicurazioni su basi matematico-statistiche, e grazie alle sue abilità nel calcolo, sviluppò ben presto dei metodi più veloci di quelli normalmente usati.

Ma la passione per il poker era troppo forte per permettergli di stare lontano troppo a lungo dal tavolo di gioco e così dopo poco tempo lasciò il lavoro per dedicarsi alla vita del giocatore professionista.

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David Sklansky diventa un mito

Sicuramente la storia che lega David Sklansky al mondo del gambling è una di quelle che non si raccontano ai bambini per farli addormentare la notte, ma senza dubbio è una storia che ha fatto sognare intere generazioni di giocatori professionisti o aspiranti tali, in quanto gli studi di Sklansky hanno dimostrato scientificamente, che dietro a questa disciplina c’è molto di più della semplice fortuna.

Sklansky si è concentrato sullo studio di precise regole matematiche e statistiche che, se applicate ad una corretta strategia di gioco, possono fare la differenza ad una partita di poker o, meglio ancora ad un torneo, teorie non sempre condivise da tutti, ma i 3 braccialetti vinti alle WSOP, 2 nell'edizione del 1982 ed uno in quella del 1983, dimostrarono anche ai più scettici la sua bravura.

Si comincia per la prima volta a vedere il gioco del poker con occhi un po’ diversi da quelli con cui si era osservato fino a poco prima, il gioco d’azzardo è basato essenzialmente sulla fortuna si sa, ma nel caso del poker il discorso è un po’ diverso, nel corso di una partita a poker c’è bisogno di conoscenza e di abilità, rispetto ad altri giochi fondati essenzialmente sulla componente fortuna.

Basta pensare alle Slot Machines, che se ne dica non ci sono tattiche e strategie da mettere in campo per cercare di vincere di più, alle slot giri i rulli ed incroci le dita, nel poker no, ogni tua decisione, ogni passaggio di mano, ogni scarto di carta deve essere accuratamente ponderato e calcolato, David Sklansky è un mago in questo e lo ha dimostrato a tutto il mondo.

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La storia del metodo Sklansky

Il mondo del gioco d’azzardo è costellato di storie e leggende dei più svariati generi, si passa da quelle molto improbabili a quelle più verosimili, il poker naturalmente non è esente da tutto ciò, anzi, attorno ai tavoli verdi dove viene giocato si intrecciano aneddoti ed episodi curiosi ed interessanti, come quelli che riguardano appunto David Sklansky.

Nell’ambiente del gambling USA circola una storia legata appunto a Sklansky ed al suo metodo di calcolo , che vuole la sua nascita riconducibile ad una precisa richiesta da parte di un proprietario di case da gioco, al suo caro amico David Sklansky, al quale veniva chiesto di insegnare a giocare a poker alla figlia per farla partecipare al celebre WSOP.

Ora, partecipare al World Series of Poker non è esattamente cosa da tutti i giorni, il WSOP è il più famoso ed ambito torneo di poker sportivo del mondo , non è così facile prenderne parte, soprattutto in questo caso specifico, dove la ragazza in questione era un’assoluta principiante in materia, a Sklansky veniva chiesta una cosa apparentemente impossibile.

Il matematico del New Jersey però non si fece scoraggiare da queste condizioni che giocavano a suo sfavore e si fece venire in mente un’idea che nel tempo si rivelerà un passaggio fondamentale per la sua carriera, che lo ha fatto conoscere in tutto il mondo e che prende il nome de “Il Sistema”.

Con questo sistema c’erano a disposizione soltanto 2 azioni possibili, riconducibili ad All-In Pre Flop oppure Fold, o meglio ancora, se qualcuno rilancia prima, All-In con AA, KK e AK, se nessuno rilancia prima, All-in con qualsiasi coppia, qualsiasi AK offsuit e tutte le coppie fino a 6-5.

Come ha fatto Sklansky ad elaborare questo sistema e capire che poteva funzionare? Semplice, secondo i suoi calcoli statistici, nessun giocatore esperto avrebbe scommesso in Pre Flop la maggior parte delle sue fiches per ottenere soltanto un piccolo vantaggio, molto probabilmente gli stessi sarebbero andati a vederla solo con AA e forse KK.

Non ci sono dati certi sull’esito della partita e su come la ragazza ne sia uscita, il fatto è che il regalo che il ricco magnate americano ha voluto fare a sua figlia, ha dato il via ad un filone editoriale di notevole prestigio, il “Sistema” che abbiamo appena visto è stato infatti inserito da Sklansky in uno dei suoi più famosi libri, “Tournament Poker For Advanced Players”.

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I libri di David Sklansky

David Sklansky infatti forse è meglio conosciuto per i libri da lui scritti, è autore e co-autore di 13 libri sull'argomento, molti professionisti sono d'accordo che tali libri dovrebbero essere la base per ogni giocatore che vuole avvicinarsi con successo al tavolo del poker.

Un ottimo esempio è Greg Raymer, il vincitore delle WSOP del 2004, che indicò come "La teoria del Poker" il primo libro da lui letto sull'argomento.

Conoscere delle buone idee (e quelle di Sklansky lo sono), possono fare la differenza, come è stato dimostrato dai risultati di numerosi giocatori professionisti che oggi si trovano al vertice delle classifiche mondiali.

I suoi libri sono un prezioso strumento per conoscere le basi del poker, e comprendere la logica ed i principi del poker professionistico, dove viene insegnato al lettore a prendere in considerazione tutti i fattori necessari al fine di scegliere la mossa giusta in base alle diverse situazioni di gioco che si dovranno affrontare.

Il suo primo libro è stato scritto nel 1988 e si chiama“Hold'em Poker”, questo si concentra sugli aspetti matematici e statistici indispensabili per approcciarsi correttamente al gioco, precisando a più riprese che, per effettuare le giuste scelte c’è bisogno di molto di più che semplici sensazioni, per diventare un professionista di poker occorre la conoscenza.

Fra i vari testi scritti da Sklansky, sicuramente il più importante è“The Theory of Poker”, un libro che è considerato quasi come una“Bibbia” da parte di tutti gli appassionati di Texas Hold’Em, variante nella quale Sklansky è un vero specialista e dove lo stesso introduce il concetto di “Valore atteso” e formula il “Teorema fondamentale del Poker”.

Un libro questo che non può mancare nella libreria di ogni appassionato di poker che vuole imparare a giocare in maniera estremamente professionale e consapevole, ma al tempo stesso un libro che non è nemmeno così facile da leggere, specie se non si è all’interno di un mondo come quello del gambling, ricco di innumerevoli sfaccettature.

Nonostante Sklansky fornisca un sacco di strategie e di suggerimenti per giocare nella migliore maniera possibile in modo chiaro e scorrevole, è impensabile per un principiante pensare di leggere il libro e sbancare subito il tavolo verde, per affrontare “The Theory of Poker” c’è bisogno prima di avere un po’ di familiarità con il gioco stesso.

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Il Teorema di Sklansky

Abbiamo voluto fare la precisazione di cui sopra, perché purtroppo online si trovano centinaia, se non migliaia di recensioni su libri di questo genere, dove si tendono a decantare le possibilità di ottenere ottimi risultati soltanto dalla sua lettura, quando invece non si prendono in considerazione altri importanti fattori, primo fra tutti conoscere alla perfezione le dinamiche del gioco in sé.

Ciò che Sklansky scrive nei suoi testi ed in particolare in quello che abbiamo appena citato, non si limita a tattiche e strategie di gioco, ma analizza anche l’importante aspetto psicologico che sta alla base delle partite di Texas Hold’em, dei complessi processi mentali a cui i giocatori sono sottoposti per poter prendere le migliori decisioni nel corso delle diverse mani.

Così nasce quello che è definito come il “Teorema fondamentale del Poker” elaborato da Sklansky che, come cita testualmente Wikipedia, si riassume in questo concetto: “Ogni volta che giochi una mano diversamente da come l'avresti giocata se avessi potuto vedere tutte le carte dei tuoi avversari, vincono loro; e ogni volta che giochi la tua mano nello stesso modo in cui avresti giocato se avessi potuto vedere tutte le loro carte, loro perdono. Viceversa, ogni volta che gli avversari giocano le loro mani diversamente da come avrebbero fatto se avessero potuto vedere tutte le tue carte, tu vinci; e ogni volta che giocano le loro mani nello stesso modo in cui avrebbero giocato se avessero potuto vedere tutte le tue carte, tu perdi.”

In pratica, ciò che Sklansky vuol far passare, è un concetto secondo il quale il Texas Hold’em è essenzialmente un gioco fatto di informazioni incomplete dove, meno informazioni tu sarai in grado di restituire ai tuoi avversari, maggiori saranno le tue probabilità di vincita, ovviamente tutto ciò va preso a livello teorico, dato che questo non tiene conto della variabile “fortuna”.

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La tabella di Sklansky


Conosciuta da tutti i giocatori che si affidano a strategie più che alla fortuna, la sua tabella in cui sono elencate tutte le possibili mani vincenti a partire da 72 starting hands in 8 gruppi (le cosiddette "mani iniziali" cioè le prime 2 carte che ci vengono consegnate prima del giro di Flop iniziale).

Secondo le teorie di Sklansky ci sono 8 gruppi di importanza per questa coppia di carte che ci viene data, a seconda della posizione del tavolo.

Le regole di Sklansky sono molto precise ed il più delle volte sembrano adattarsi perfettamente all'evolversi del gioco, ma ovviamente vanno prese in considerazione come uno spunto iniziale per il proprio gioco, sia che si utilizzino in maniera prettamente matematica o soltanto intuitivamente, visto che non permettono vittorie assicurate.

Nella Tabella di Sklansky sono inserite quindi tutte le possibili combinazioni delle due carte di partenza, daranno quindi una precisa indicazione al player su come, quando e se giocare nel Pre Flop, quindi nel primo turno di scommesse, cosa che tiene conto anche della posizione al tavolo.

Ricordiamo che ad un tavolo di Texas Hold’em possono sedersi da 2 a 10 giocatori e che le posizioni vengo assegnate a sorte e sono categorizzate in Posizione “Arretrata”, “Intermedia” ed “Avanzata”, in base alla posizione assunta al tavolo la tabella di Sklansky ci dice come giocare al meglio.

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Come funziona la Tabella Sklansky

Quando ti troverai davanti ad una tabella di Sklansky, è indispensabile conoscere la terminologia che verrà utilizzata per poterla decifrare al meglio, a partire da come vengono chiamate le combinazioni di carte iniziali, queste sono le “Starting Hands”.

Nel caso in cui entrambe le carte personali appartengano allo stesso seme, si parlerà di carte “Same Suited”, indipendentemente che esse siano di cuori, di quadri, picche o tutte e due di fiori, la lettura della tabella parte da sinistra e si continua verso destra.

Nel caso in cui invece le carte personali appartengano asemi differenti, si parlerà allora di carte “Offsuit”, la tabella in questa circostanza si leggerà partendo dall’alto e scendendo verso il basso.

Come precedentemente detto, ad ogni coppia di carte sarà assegnato un gruppo di appartenenza, gruppi sono un totale di 8 e le cui mani sono classificate e riconosciute secondo un numero di “Rank” che va in ordine decrescente di valore, per capirsi meglio, il Rank 1 è il più basso ma il migliore, mentre il Rank 8 il più alto ed il peggiore.

Una volta avuta visione della tabella e appurato il fatto che essa è stata stilata considerando un tavolo con 9-10 giocatori, si possono fare le prime considerazioni sulle carte che ci ritroviamo in mano, se la nostra combinazione di 2 carte non è riconducibile a nessun gruppo,non è consigliato giocare la mano ed è preferibile fare “Fold”.

Se invece la nostra combinazione di carte di mano trova riscontro in un gruppo della tabella, si analizza la tabella in relazione alla posizione in cui ci troviamo seduti al tavolo, questa analisi ci dirà se ci conviene o meno giocare la mano corrente.

Le carte “Suited” vengono indicate nella tabella con una“s”, le altre non hanno segni di riconoscimento, sono quindi indicate solo le carte dello stesso seme, mentre per semi diversi non si utilizza nessun simbolo o dicitura.

Quindi se per esempio troviamo scritto “KQs”, questo sta ad indicare che avremo Re e Donna dello stesso seme, mentre se non troviamo nessuna scritta, esempio “KQ”, ciò significa che avremo Re e Donna di semi diversi.

Nel caso in cui vediamo la scritta “Thru” in mezzo a due coppie di carte, ciò sta ad indicare che tutte le carte tra quelle due combinazioni vengono comprese , facciamo ancora un esempio pratico, “K8s thru K2s” nel gruppo 7, ci comunica che faranno parte di quella categoria K7s, K6s, K5s, K4s, K3s, K2s.

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David Sklansky, non solo gioco

Abbiamo visto come Sklansky si sia prodigato nel tempo dividendosi fra scrittura e gioco, ma, oltre alla carriera di giocatore professionista e scrittore di libri di successo sul poker, come non tener conto dei 2 video di lezioni che ha prodotto, i numerosi articoli presentati sui diversi periodici che si occupano di giochi da casinò, e ai suoi seminari o lezioni (celebri quelle tenute durante le World Series of Poker a Las Vegas) in cui non si fa scrupoli nello svelare anche ai profani i trucchi matematici che l'hanno reso famoso.

Un personaggio a 360 gradi questo David Sklansky, uno di quei soggetti che non sa stare lontano dalla sua passione nemmeno per un attimo e che anzi, è riuscito nel tempo a trasformarla in un vero e proprio lavoro, per giunta ben remunerato.

Infatti, oltre alle vincite straordinarie conseguite nei vari tornei, Sklansky è anche molto seguito nei suoi progetti di formazione che abbiamo appena visto, cosa che gli ha conseguito negli anni un prestigio ancora più elevato, rendendolo ad oggi uno dei giocatori e teorici del poker più conosciuti nel mondo.

Giocatore, scrittore, formatore, uomo dall’incredibile successo, una sorta di idolo delle folle da voler imitare a tutti i costi, ma attenzione, la strada per diventare un giocatore di quel calibro è lunga e tortosa, testa sulle spalle e tanta formazione prima di tutto, ricordatelo sempre.

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Ultima modifica: Mercoledì, 27 Settembre 2017 17:49

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